Il “Kuore di Roma” che batteper i bambini della Bielorussia

“Sono sempre di più i bambini che arrivano per questo, non solo serve la solidarietà di nuove famiglie ma anche una sede più grande dove possano stare, occorre un posto per ospitarli: chiediamo che qualcuno ci aiuti”. Stefania Paciello racconta con grande impeto la storia e i progetti di Kuore di Roma, l’associazione che ha fondato nel 2007, quattro anni di iniziative portate avanti con slancio e dedizione assieme ad un pugno di famiglie, tutti volontari. Kuore di Roma è una delle tante associazioni di volontariato che lavorano tra l’Italia e la Bielorussia.

Nati “per caso”. Almeno in apparenza. Tutto inizia quando Stefania e suo marito Ruggero ospitano due bambini bielorussi, Anton e Katerina, per le vacanze, loro come gli altri vengono in Italia per rompere la catena alimentare contaminata, ma dal momento che conoscono i “genitori italiani” nasce un legame intenso e indissolubile. Una storia comune a molti di quelli che negli anni hanno fatto questa scelta. L’estate finisce, i bambini ripartono, e dopo un po’ Stefania decide di andare a Vetka, il paese dove Katerina e Anton vivono. Quando arriva sotto la neve trova un paesino con decine di famiglie in povertà, in case di legno, senza servizi igienici, con poco cibo e senza troppo speranze. Siamo nella regione di Gomel, fra le più colpite dal disastro nucleare di Chernobyl, dove tutto è ancora altamente contaminato. I salari sono intorno ai 50 euro mensili, quanto basta per avere lo stretto necessario per sopravvivere, una casa calda, ma con il bagno fuori, una zuppa preparata con i prodotti dell’orto.

Un ponte fra noi e loro.
 “Abbiamo così deciso di fare un’associazione che stabilisse un ponte tra noi e loro. Oggi abbiamo molti progetti di sostegno per queste famiglie e anche per i bambini che vivono lì non solo per quelli che vengono in Italia, cerchiamo di dare strumenti per migliorare la loro vita, creare stimoli e opportunità: dal microcredito ai corsi di formazione, dalle borse di studio alle palestre”. Al centro di tutto ci sono sempre i bambini. Quelli che rimangono in Bielorussia e quelli che vengono in vacanza in Italia.”Cresce il numero dei bambini che arrivano e abbiamo bisogno di famiglie che li ospitino, anche solo per i week end – dice Stefania Paciello – bisogna sapere però che non c’è la possibilità di adottarli, che questi bambini hanno famiglie in Bielorussia, anche se inadeguate o disgregate. È un atto d’amore, un aiuto, un legame che si stabilisce che può durare per sempre”.

Qualcuno ci può aiutare? Sono passati cinque anni da quando è iniziata questa storia, i progetti sono cresciuti, come i bambini che scendono dagli aerei sempre un po’ più grandi. Ora è tempo di organizzare le prossime vacanze. Il primo gruppo di bambini arriverà a fine maggio “serve la solidarietà di nuove famiglie ch eli accolgano ma anche una sede più grande.

I PROGETTI di KUORE DI ROMA

Vacanze in Italia. I bambini vengono in Italia e passano le vacanze estive (ma volendo non solo quelle) presso una famiglia o in casa- famiglia. Tra giugno ed agosto 2010 sono stati ospitati circa 50 bambini, di cui 30 presso le famiglie italiane e gli altri presso una casa gestita da volontari insieme alle accompagnatrici bielorusse.

I bambini malati. Continua l’ospitalità dei bambini ex oncologici( “ex” perché si spera in via di guarigione), che hanno subìto di recente uno o più interventi per combattere un tumore, questi piccoli hanno più bisogno di aiuto rispetto ad altri, di un periodo di vacanza in un luogo non contaminato, possibilmente al mare. L’anno scorso ne sono venuti 20.

Le vacanze in Bielorussia. Non solo vacanze in Italia. Per i bambini che non possono venire perché sprovvisti di documenti sono stati organizzati, nel mese di agosto 2010, 22 soggiorni della durata di tre settimane nel centro estivo bielorusso di Zubrionok, così come fatto nei due anni precedenti. Sono andati in vacanza anche 2 interi nuclei familiari.

Sostegno alle famiglie. Tra i progetti anche il sostegno a famiglie particolarmente bisognose, segnalate dai servizi sociali.

Progetto scuola. Alcuni bambini vengono in Italia per un periodo durante l’anno scolastico, con loro ci sono maestre bielorusse che seguendoli da vicino li aiutano a superare le lacune. Sono ospiti durante le lezioni di una scuola romana.

Le emergenze. Ci sono poi i progetti dedicati alle “emergenze”. Tra quelle realizzate fino ad oggi c’è stato l’impianto di riscaldamento di una casa famiglia in cui vivono 14 bambini. La donazione di 15.000,00 euro per la preparazione di quelle che saranno due case famiglia, una nella zona di Vetka ed un’altra nella zona di Korma. Due strutture create dall’associazione Kuore di Roma e gestite in collaborazione con le autorità locali.

Per gli aiuti è necessario sapere. Associazione” Kuore di Roma o. n. l. u. s.” via Luigi Ronzoni 65 00151 Roma
tel. 347 1109244 e-mail: stefaniapaci65@gmail.com; codice fiscale : 97472600580; Coordinate bancarie: Banca Sella D7 Roma P. za S. Giovanni; cod. Iban IT 26 G 03268 03205 052848373300

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